La street art sbarca a Reggio Emilia

Inaugurati due murales a Castellazzo e Masone

Lo scorso 30 settembre, durante la seconda festa delle connessioni rurali, una biciclettata, tra l’oasi WWF di Marmirolo e il castello di Castellazzo, ha accompagnato gli abitanti di questo territorio in un percorso a tema puramente ambientale e inaugurato due opere di street art, una a Masone e una a Castellazzo.

Ma andiamo con ordine.approfondisci »

Un goal per via Balletti

Un nuovo campo da calcio, per la gioia dei più piccoli.

C’è profumo di festa in via Balletti.
Un allegro vociare risuona tra i cortili e i muri delle case, spandendosi nell’aria di un’estate ormai tardiva, ma che non ha ancora sapore d’autunno.
A contribuire maggiormente a questo clima giocoso sono loro, i bambini. Anche se tutto questo entusiasmo, di primo acchito, può sembrare un po’ strano; è il 14 settembre, le vacanze sono agli sgoccioli e il ritorno sui banchi di scuola è ormai alle porte.
Ma oggi è un giorno diverso, un giorno speciale, che porta con sé una bellissima novità per i piccoli abitanti del quartiere: un nuovo campo da calcio.
La progettazione e realizzazione di questo spazio è frutto dell’Accordo di cittadinanza dei quartieri San Pellegrino, Baragalla, Migliolungo, Crocetta e Belvedere e ha visto la partecipazione di varie associazioni locali tra cui il Polo sociale Sud, la parrocchia del Buon Pastore, Acer, Criba, l’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia e il Ceis, il Centro di Solidarietà.
In attesa del taglio del nastro ufficiale, i ragazzini si scatenano in un torneo di calcetto, smaniosi di gustare la merenda preparata dagli operatori del Ceis, che animano il pomeriggio.

In realtà, il campo da calcio è solo l’ultima tappa di una lunga serie di interventi iniziati dal Ceis già da qualche tempo, a favore di un rinnovo positivo del quartiere Balletti. A parlarmene è Giulia Notari, assistente sociale che lavora al Centro e che è stata in prima persona testimone e fautrice di questo percorso: “Tutto ha avuto il via alcuni anni fa, quando iniziammo a considerare l’idea di provare a sviluppare un lavoro sociale di comunità qui nel quartiere Balletti, adiacente alla sede del Ceis. Il nostro obiettivo era quello di capire le problematiche dei residenti, ed individuare tra loro persone che avevano preoccupazioni analoghe ma che erano anche motivate a fare qualcosa per migliorare la situazione di partenza. Abbiamo quindi iniziato a fare loro visita casa per casa, inizialmente in compagnia del presidente del Ceis, che è anche il parroco della zona; successivamente, vista l’accoglienza molto positiva, abbiamo continuato da soli. La maggior parte delle famiglie lamentava problemi di tipo economico, perlopiù legati a cambiamenti lavorativi: chi aveva perso il lavoro in modo improvviso, chi aveva avuto un infortunio, chi aveva subìto una riduzione d’orario. Siamo riusciti a risolvere parzialmente questa problematica grazie ad un supermercato che si è offerto di donare ai residenti bisognosi i prodotti freschi rimasti a fine giornata; tuttavia, per la parrocchia era troppo impegnativo occuparsi di questa risorsa, così la gestione è passata direttamente alle famiglie, che tutte le sere vanno a ritirare i prodotti e provvedono poi a smistarli tra di loro. Quest’attività di distribuzione alimentare ha contribuito molto a creare un clima di coinvolgimento ed amicizia tra i vari nuclei famigliari, e soprattutto ad instaurare un senso comune di responsabilità e collaborazione. Sempre ascoltando le loro richieste, siamo venuti incontro anche alle necessità dei più giovani, creando qui al Ceis un doposcuola per i bambini, ed un gruppo d’incontro per ragazze adolescenti, che tratta delle questioni tipiche della loro età.”

Ma le difficoltà economiche non erano le uniche preoccupazioni ad aver riscontro tra gli abitanti della zona: “Un’altra problematica con la quale abbiamo dovuto confrontarci è stata quella della conflittualità tra persone appartenenti a fasce d’età assai differenti. Il quartiere Balletti è di origine operaia, ed è popolato sia da persone anziane che hanno riscattato gli appartamenti popolari, sia da famiglie giovani, composte da molti bambini, che si sono trasferite qui in tempi relativamente recenti. Gli spazi comuni si ritrovano quindi ad essere condivisi dagli anziani che auspicano ad un vicinato tranquillo e silenzioso, e dai bambini che, al contrario, li vivono come luogo di svago e divertimento, ben lungi dal quieto vivere tanto anelato dai veterani del quartiere. Proprio al fine di risolvere queste ostilità, è nata l’idea di creare un nuovo campetto da calcio per i più piccoli; in realtà il campo esisteva già, era situato al centro del quartiere ma era sempre fonte di tante lamentele, per i motivi appena citati. Gli anziani, che avevano acquistato alcune panchine nella stessa area, reclamavano la mancanza di tranquillità; inoltre il campetto era molto polveroso, e ciò creava danni alle abitazioni circostanti senza contare che, non essendo recintato, spesso i palloni finivano per rompere i vetri delle auto. Si è quindi deciso di spostarlo in una zona più isolata, lontano dalle case, ed è stato messo in sicurezza, circondato da un’alta rete. Abbiamo anche affisso un cartello con delle regole da rispettare, perché avere delle normative da imparare e condividere è il primo passo per una convivenza serena, ed è importante che i bambini lo comprendano.”

Silvia Bizzarri, Architetto di quartiere che si è occupata del progetto, aggiunge che “l’iniziativa di ridimensionare gli spazi comuni e di crearne uno nuovo dedicato ai piccoli ha visto una partecipazione attiva da parte di molti residenti, coordinata dal gruppo di architetti Animali sociali, che hanno contribuito fornendo svariate proposte; anche gli anziani si sono rivelati pieni di idee interessanti, ci ha colpito in particolare una signora che ha proposto di ripristinare la pista da pattinaggio e skate. Abbiamo poi scelto tramite votazione. Un’altra idea interessante era la realizzazione di graffiti sui muri delle case, ma purtroppo non ci è stato dato il permesso.”

Passeggiando per i cortili di via Balletti, ci si imbatte in altre piccole opere destinate ai momenti di ricreazione dei suoi abitanti: c’è una pista delle biglie a forma di Italia, in un prato sono stati posti alcuni tronchi di legno che fungono da sedute o giochi, e vi sono le pietre di comunità, con impresse le impronte delle mani e dei piedi di bimbi e adulti.
Intanto nel campetto da calcio l’entusiasmo cresce, la partita è nelle sue fasi più concitate. Non si sa ancora quale squadra vincerà il torneo, ma una cosa è certa: una grande palla in rete, via Balletti l’ha già messa.

Elisa Castagnetti

Fuori Dinamico

Come si è raccontato il quartiere?

L’estate non si può considerare finita finché gli eventi della rassegna  REstate2018 non volgono al termine. Gli ultimi giorni di settembre, da lunedì 24 a domenica 30, è arrivato a Reggio Emilia Fuori Dinamico: tra circo e suoni il quartiere si racconta – ultimo Festival nei QUArtieri – laboratorio di movimento circense per non professionisti.approfondisci »

Cloroplasti a Roncocesi

Un Festival monocolore dai mille significati.

Tanto si è parlato di cosa poter fare quest’estate a Reggio Emilia e, come già vi abbiamo raccontato, il bando “Cultura per la città e Restate nei quartieri” ha reso protagonisti cinque parchi della città con iniziative culturali che non sono di certo passate inosservate.

Cloroplasti è il nome del Festival che si è appena concluso nel quartiere di Roncocesi nel parco A. Montanari, già conosciuto da chi questo quartiere lo vive ogni giorno.
Si tratta di un progetto di “Associazione Culturale Cinqueminuti” realizzato grazie alla collaborazione del centro sociale, della parrocchia e di altre associazioni del quartiere.approfondisci »

Fuori Dinamico – tra circo e suoni il quartiere si racconta

Dal 25 al 30 settembre il quartiere di Santa Croce si racconta attraverso il circo.

Dal 25 al 30 settembre, a Santa Croce, arriva Fuori Dinamico: un laboratorio di movimento circense per non professionisti, che prenderà le mosse dalle storie del quartiere raccolte dal Collettivo Reggian*.approfondisci »

Cloroplasti Festival

Dal 12 al 16 settembre, Cloroplasti arriva a Parco Amerenzio Montanari, un festival di energie 'in verde' per il quartiere di Roncocesi.

Cloroplasti è un Festival di energie “in verde”. Verde come componente fondamentale del paesaggio e bene comune per il benessere delle persone; verde come luogo di azioni sociali, culturali, ricreative ed estetiche. Come il cloroplasto in natura (organulo per la fotosintesi clorofilliana), Cloroplasti Festival – dal 12 al 16 settembre a parco Amarenzio Montanari – cercherà di attivare energie contaminanti e rigeneranti stimolate dall’esperienza d’arte e soprattutto dall’esperienza en plein air alla luce. Luce fisica della natura, luce concettuale di ricerca e provocazione artistica.approfondisci »

Buona estate da QUAderno!

Appuntamento a settembre con nuove storie dai QUArtieri

17 Accordi di Cittadinanza, 9 rinnovi, 1 ultimo Laboratorio di Cittadinanza in corso, 154 progetti e più di 700 persone coinvolte.
E’ stato un lungo e intenso percorso e per prepararsi a completare il lavoro su tutti i quartieri della città, QUAderno si prende una breve pausa per l’estate.

Vi diamo appuntamento a settembre con nuove storie dai quartieri e con la firma dell’ultimo Accordo di Cittadinanza a Santa Croce, Tribunale e Mancasale.

Nel frattempo, Restate 2018 e i Festival nei quartieri continuano…

www.comune.re.it/siamoqua

Festival MAPS, dove punta la bussola per la felicità?

Il parco del Mauriziano diventa luogo di arte, teatro e creatività

“Siamo in un momento in cui le comunità hanno bisogno di ritrovarsi: il parco del Mauriziano ha un valore paesaggistico ed artistico di grande bellezza, è il posto ideale un festival”. Così Monica Morini di Teatro dell’Orsa, una delle organizzatrici del festival Maps, Bussole per la Felicità ci ha spiegato la scelta del luogo per questo evento.approfondisci »