Villa Levi luogo del cuore di Reggio Emilia

Storia di identità collettiva, collaborazione e cittadinanza attiva

Incomincia a prendere forma il futuro di Villa Levi, un tesoro architettonico immerso nel verde di un altrettanto prezioso parco, nella frazione di Coviolo, una delle più singolari dimore storiche emiliane, segnata da un decennio di abbandono, al quale però i cittadini coviolesi non si sono rassegnati, portando la questione all’attenzione della città intera, del Consiglio comunale e oltre…

La seicentesca Villa Levi con i suoi 4 ettari di verde a pochi chilometri dal centro della città è per secoli appartenuta ad alcune tra le più illustri famiglie di Reggio Emilia, come i Besenzi e i Levi; poi l’Università di Bologna, che ne è proprietaria dal 1971, la scelse come sede del suo Corso di Scienze delle produzioni animali, ma purtroppo il trasferimento del corso di Laurea e il conseguente abbandono della Villa nel 2011 ne hanno favorito il progressivo degrado.

Lo straordinario impegno collettivo generato dalla spinta propulsiva del comitato cittadino Coviolo in festa, da tempo impegnato nella tutela e valorizzazione di Villa Levi, ha consentito l’avvio di un percorso per il recupero e la salvaguardia della villa e del suo parco e di raggiungere due brillanti risultati.

Villa Levi ha scalato la classifica dei Luoghi del cuore 2021, il censimento promosso dal FAI-Fondo Ambiente Italiano, e sorprendentemente ha raggiunto il primo posto in Emilia -Romagna, il 36° posto nella classifica nazionale su ben 30 mila beni censiti. Un risultato straordinario che apre diverse opportunità, in termini economici, ma non solo.

Il secondo importante risultato, che segna una svolta e consente di essere ottimisti sul futuro di Villa Levi, è che il Comune ha chiesto e ottenuto dall’Università di Bologna la concessione dell’uso del parco, la cui gestione e animazione è così diventata oggetto di progettazione partecipata all’interno del Laboratorio di cittadinanza nell’ambito di “QUA-Il quartiere bene comune”.

Villa Levi, identità collettiva e cittadinanza attiva

“Villa Levi è un luogo identitario” sostiene Daniele Meglioli, coviolese, giovane appassionato componente del comitato Coviolo in festa, che, mentre emergono ricordi legati alla sua infanzia, spiega con parole semplici come si fonda il senso di appartenenza della comunità a quel luogo.

“Villa Levi è il simbolo del paese, un po’ perché il comitato l’ha fatta conoscere e apprezzare organizzando nel parco ogni anno la festa della frazione, un po’ per la sua dimensione pubblica come sede universitaria e, andando indietro nel tempo, anche per la nobiltà d’animo delle famiglie che l’hanno abitata, in particolare dei Levi, la cui generosità è testimoniata”.

I cittadini del comitato Coviolo in festa hanno avuto sempre un ruolo cruciale e non solo organizzando nel parco ogni anno una festa dal sapore agricolo, evento della vita sociale della frazione. Infatti “per primo il comitato ha acceso i riflettori sul degrado, dopo i primi vandalismi” ed è forte il rammarico di Daniele, nel raccontare come all’incuria del tempo si è aggiunta quella dell’uomo con ripetuti atti vandalici che hanno accelerato il deterioramento del bene e convinto il comitato a portare la questione all’attenzione del Consiglio Comunale.

I cittadini del comitato hanno poi candidato Villa Levi tra i Luoghi del cuore del FAI e aperto la pagina Facebook “Salviamo insieme Villa Levi” per sensibilizzare sull’iniziativa e tenere vivo l’interesse di un pubblico più ampio con storie, curiosità e aneddoti relativi alla Villa.

Fatto sta che all’appello del FAI hanno risposto in migliaia e questo risultato eccezionale offre a Villa Levi la straordinaria opportunità di candidarsi al bando FAI 2021 per il finanziamento di un progetto di restauro o valorizzazione e per un’apertura straordinaria in Giornate FAI.

Sempre i cittadini del comitato sono disponibili ad occuparsi dell’apertura di Villa Levi alla cittadinanza e a progettare un percorso che accompagni i visitatori alla scoperta degli ambienti interni della Villa e della sua affascinante storia, intrecciata in alcuni momenti con episodi significativi della storia della città.

Il Comune fa la sua parte

Il Comune è sceso in campo con l’obiettivo di salvare e tutelare un bene di grande importanza architettonica e storico-artistica e dal grande valore culturale e sociale e mettere solide basi per un futuro sul suo utilizzo a beneficio della comunità.

Il Consiglio comunale a novembre scorso ha approvato all’unanimità una mozione di impegno a sostegno del recupero e della valorizzazione di Villa Levi per usi urbani, aprendo un dialogo con l’Università di Bologna, da subito disponibile a collaborare alla tutela del bene, che ha portato ad un intervento di manutenzione e alla concessione dell’uso dell’area verde.

Ha poi chiamato cittadini, associazioni, altre istituzioni ad unirsi in questa importante causa con l’obiettivo comune di collaborare e continuare a lavorare insieme per assicurare a Villa Levi un futuro all’altezza del suo valore.

Il futuro di Villa Levi è di tutti e da progettare insieme

Molti cittadini e associazioni, riuniti nei Laboratori di Cittadinanza promossi dal Comune di Reggio Emilia, hanno già iniziato a immaginare insieme il futuro di Villa Levi.

Il primo incontro online, a dicembre scorso, ha riscosso un grande successo di partecipazione e sono state tante le riflessioni interessanti e le proposte utili per valorizzare il bene e svilupparne adeguatamente tutte le potenzialità e il valore storico-artistico, ed anche quello ambientale-naturalistico, legato alla straordinaria ricchezza del parco.

Dalla delegazione FAI di Reggio a Istoreco, dal WWF alla UISP, passando per Vino e Vinili e Arca in movimento, sono veramente tanti i cittadini, le associazioni, i soggetti pubblici e privati disponibili a collaborare con l’amministrazione comunale per la costruzione di un calendario di iniziative e per immaginare soluzioni strategiche di uso e gestione più a lungo raggio.

“Già per l’estate alle porte i cittadini potrebbero tornare a godere della bellezza del parco – conclude fiducioso Daniele – mentre il nostro progetto di poter aprire anche la Villa avrà bisogno di più tempo, ma visto l’affetto e la disponibilità di tanti, possiamo sperare che si realizzi”.

L’elenco delle cose da fare per la cura di Villa Levi emerso nel Laboratorio è ricchissimo, ma non esaustivo. Ancor meno esaustiva è questa breve cronaca, che sicuramente ha omesso qualcosa. Ma vedete anche voi la ricchezza? Una ricchezza di cittadinanza – oltre che di storia – di partecipazione attiva, di cura, di scelte condivise nell’interesse pubblico, su cui Villa Levi può tornare a vivere.

– Scopri QUA il report del Laboratorio di cittadinanza ‘Villa Levi bene comune’ e come partecipare.

– Scopri Storia e curiosità di Villa Levi a cura di Daniele Meglioli:

Foto Federico Contini

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