Una gita al Cimitero Monumentale, tra storia e arte

Nel quartiere Gattaglio, è un museo a cielo aperto che racconta la Storia e l'identità di Reggio Emilia

Halloween è alle porte e, in vista della notte più spaventosa dell’anno (o, in modo più solenne, della festa dei santi e della commemorazione dei defunti), vi portiamo in visita al Cimitero Monumentale di Reggio Emilia, nel quartiere Gattaglio, un luogo di interesse storico-artistico che molti reggiani non conoscono: custodisce tesori d’arte e ospita le tombe di importanti esponenti della vita culturale e politica della città, le vittime di due guerre e i caduti del 7 luglio 1960. Qui è possibile ripercorrere la storia e capire l’identità di Reggio Emilia.

Se guardare al Cimitero Monumentale non solo come luogo di sepoltura, ma anche come sito d’arte, di cultura, di memoria e identità collettiva della comunità è una prospettiva che non ti convince, effettivamente non è usuale e può suscitare pensieri diversi, come capita quando si cambia punto d’osservazione. Eccoti una serie di spunti che ti faranno ricredere e ti porteranno a programmare una gita al cimitero!

Questa idea è al centro di progetti di rigenerazione e iniziative culturali promossi dal Comune di Reggio Emilia che, da un lato, lavora per sistemare le tombe abbandonate, dall’altra promuove questo luogo sacro che, con il suo patrimonio di opere d’arte e con le tombe di decine di personaggi illustri del mondo storico, artistico, letterario, musicale, teatrale, costituisce un museo all’aperto, un grande valore culturale, tutto da scoprire.

E allora iniziamo con un po’ di geografia…

Il Cimitero Monumentale si estende per circa 48 ettari nel quartiere Gattaglio, a ridosso del centro storico, tra via Cecati e il torrente Crostolo. Al Piazzale d’ingresso si arriva  tramite via Beretti, ma c’è anche un ingresso secondario che si apre sul vecchio ponte di San Claudio, oggi percorribile solo a piedi o in bicicletta. 

…e un po’ di storia

Fu uno dei primi cimiteri in Italia ad applicare l’Editto napoleonico di Saint Cloud (1804) che proibiva le sepolture nelle chiese e dentro le mura della città per ragioni igieniche; progettato dall’architetto comunale Domenico Marchelli (1704-1832) in stile neoclassico, il Camposanto iniziò ad accogliere le prime sepolture nel 1808.

Il primo progetto di Domenico Marchelli (1807). Da: ‘Il cimitero suburbano e il cimitero ebraico di Reggio Emilia, Silvana Editoriale, 2000

I portici e la cappella dedicata ai Santi Grisante e Daria furono costruiti nel 1818. Dovette essere ampliato e successivamente, nel 1933-1935, fu eretta la nuova facciata monumentale neoclassica, progettata dall’architetto comunale Prospero Sorgato.

Riposano qui…

Il primo arco a destra dell’ingresso servì di sepoltura per gli Uomini Benemeriti che avevano lavorato per la comunità, tra questi Filippo Re e Giuseppe Lamberti segretario di Mazzini ed altri famosi, mentre nell’arco n. 4, in una tomba più recente (1932) sono sepolti gli Uomini Illustri,  alcuni dei quali celebri anche al di fuori dei confini reggiani: due per tutti, gli attori Romolo Valli e Maria Melato.

In questo storico cimitero cittadino si trovano anche le tombe dei soldati reggiani delle due guerre mondiali, le tombe dei reggiani vittime dei bombardamenti e il Sacrario partigiano.

Nel corso della Prima guerra mondiale morirono nella nostra provincia centinaia di soldati che hanno trovato tutti sepoltura all’interno del Cimitero Monumentale in un’area riservata: un luogo in cui cercare di dare senso alle morti di tanti giovani come sacrificio collettivo.

All’ingresso sud del portico dei colombari si trovano le tombe di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, uccisi dalla polizia mentre manifestavano in difesa dei diritti, della libertà e della democrazia il 7 luglio 1960, episodio parte della identità reggiana e della storia democratica del Paese.

Altre tombe, importanti per vari motivi, sono quelle di don Pasquino Borghi, Animatore ardente dei primi nuclei partigiani, medaglia d’oro al valor militare in memoria, o Severino Taddei, il cui nome è indissolubilmente legato alla vita calcistica reggiana. Giocò in importanti squadre e fu tra i fondatori dell’A.C. Reggiana. 

La scultura

Chi passeggia tra le tombe rimarrà affascinato dalla magnificenza di alcuni fregi e dagli interessanti esempi di arte funeraria. La produzione ottocentesca vede interventi di Paolo Aleotti, Ciro Zironi, Ilario Bedotti, Guglielmo Fornaciari.

Nei primi anni del Novecento, è la mano di Riccardo Secchi ad imprimere notevoli novità, le sue intense raffigurazioni con nudi maschili, modernissimi geni della morte che diventano protagonisti dei suoi monumenti funebri, di gusto simbolista e in stile Art nouveau.

Ecco l’occasione in più

E allora per chi vuol provare a vedere se è vero che si può capire la cultura e l’identità di una comunità attraverso i suoi cimiteri, ecco una pratica occasione: tutti i sabati di ottobre il Cimitero Monumentale è il palcoscenico della rassegna “Oltre”, promossa dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con l’Associazione Culturale Cinqueminuti, un mese di musica, danza, narrazioni e visite guidate che offrono l’opportunità di uno sguardo inconsueto, per riscoprire la Storia e la nostra identità.

Un’occasione semmai per scoprire il Gattaglio e dare uno sguardo ad altri luoghi del quartiere, come lo storico centro socialeGatto Azzurro”, dove ammirare il murales dello street artist Giulio Vesprini, ancora odorante di vernice fresca (in progress, si inaugura il 25 ottobre alle 12.00!), o gli orti urbani e le serre di via Beretti a ridosso del Parco del Legno, ora oggetto di  un laboratorio per co-progettare i nuovi usi e servizi dello spazio.

Foto di copertina da “La Storia di Reggio Emilia”, Typimedia Editore, 2021

Fonti:

Livello9.it
reggioemiliawelcome.it
Musei Civici di Reggio Emilia

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