Reggio Emilia città dei sentieri, ecco l’Atlante dei percorsi

23 itinerari tracciati insieme a cittadini e associazioni

Il percorso di partecipazione ‘Reggio Emilia, città dei sentieri‘, ideato all’interno del progetto collaborativo ‘Qua-Il quartiere bene comune‘ e tra i vincitori del Bando Partecipazione 2021 della Regione Emilia-Romagna, produce i suoi frutti: ventitre itinerari, duecentoquarantasei chilometri, su tutto il territorio comunale, da Gaida a Corticella, da Massenzatico a Rivalta e ora anche in centro storico.

Una Reggio da scoprire passo dopo passo tra canali, ville e paesaggi, attraverso un sistema unico di itinerari che offrono l’opportunità di conoscere il patrimonio naturalistico, storico e culturale. È l’Atlante dei percorsi verdi di Reggio Emilia, città dei sentieri, realizzati attraverso un processo partecipativo, promosso dal Comune all’interno delle politiche di partecipazione di ‘Qua-Quartiere Bene comune‘ e grazie alla collaborazione appassionata dei cittadini e di una bellissima rete di partner: Club Alpino italiano (Cai), Fiab Reggio Emilia, Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale, Uisp Reggio Emilia, Ente Parchi Emilia centrale, Wwf Emilia centrale e Istoreco.

A un anno dall’annuncio del finanziamento regionale e dopo un percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 300 soggetti tra singoli cittadini, associazioni, centri sociali, parrocchie, istituzioni e gruppi informali (concluso a dicembre 2022 con la firma dell’Accordo di cittadinanza, il patto con tutti i partecipanti per la creazione dei nuovi sentieri), passano da 5 a 23 gli itinerari pedonali e ciclabili che attraversano la città e il forese, per una percorribilità complessiva che va da 85 a 246 chilometri, occasioni di mobilità dolce, di attività fisica alla scoperta del territorio e nuove connessioni urbane ed extraurbane.

Un sistema integrato che, grazie ad una struttura informativa uniforme per tutti i percorsi che comprende non solo la segnaletica allestita dal Cai,  ma anche informazioni su punti di interesse come edifici, monumenti o opere d’arte, canali, offre al visitatore una narrazione suggestiva ed evocativa, attraverso memorie e curiosità.

L’Atlante, già fruibile e scaricabile qui e su www.comune.re.it/cittadeisentieri, riporta una scheda per ciascun percorso in cui vengono illustrate caratteristiche, distanze e luoghi di interesse e sarà seguito nel 2024, una volta completata la segnaletica, da una cartina geografica Cai che sarà disponibile presso lo Iat e altri punti di distribuzione.

Gli itinerari toccano tutte le frazioni e i quartieri della città, da Gaida a Corticella, da Massenzatico a Rivalta, sono sia urbani che extraurbani, attraversano luoghi estremamente noti, come sedi di attività sociali, culturali ed economiche, ma anche spazi quasi inesplorati e totalmente naturalistici. Ecco di seguito l’elenco completo.

I cinque percorsi già in precedenza mappati e contrassegnati dalla cartellonistica Cai, ora manutenuti e valorizzati, sono: il sentiero Reggio Emilia – Corte Valle Re; la strada della biodiversità; la via delle Ville; il sentiero Spallanzani: la Via Matildica del Volto Santo.

Diciotto i nuovi itinerari: l’anello del Castello di Cadè; l’anello di Villa Cella; l’anello di Roncocesi; l’anello di Cavazzoli; il giro delle acque di Pieve Modolena; l’anello Alex Langer; il Sentiero dei Ducati; l’anello della Canalina; l’anello della Rosta; l’anello dell’Oasi del Gruccione e del Mulino di Canali; l’anello di Canali e Fogliano; il sentiero del Canale di San Maurizio, con anelli del Mauriziano, di Marmirolo e diramazioni per Gavasseto e Castellazzo; l’anello dei murales di Corticella; la Greenway del Rodano e anelli di Gavassa e Cirenaica; diramazioni della Via Matildica del Volto Santo per il rifugio Sgabo e San Michele in Bosco; l’anello di Villa Sesso; la Parkway dei quartieri di San Prospero Strinati, Tondo e Gardenia; l’anello di Santa Croce e delle Reggiane; l’anello del Campovolo.

Ma come si è arrivati a questo importante traguardo? Ce lo racconta Alberto Pioppi, Sociologo del Territorio referente del progetto per il Comune, insieme con l’Urbanista e Architetto di quartiere Paolo Tamagnini.

Alberto da dove ha mosso i primi passi il progetto?

L’Atlante è il risultato di una serie di azioni progettate e stimolate dal Servizio partecipazione del Comune, nate come risposta ad un bisogno e un rinnovato interesse della comunità emersi durante la pandemia, nella fase di ascolto svolta nel periodo novembre 2020-aprile 2021: il contatto con la natura e l’attività motoria, come condizioni per il benessere psico-fisico delle persone. Da qui l’idea di un Laboratorio partecipato dedicato ai sentieri, di cui i cittadini sono i protagonisti e co-responsabili della progettazione, secondo la prassi di ‘Quartiere bene comune’, con la novità che questo è un vero e proprio Laboratorio urbano itinerante.

Quando è iniziata la fase di co-progettazione?

Abbiamo dato il calcio d’inizio l’8 marzo 2022 con il kick off meeting, un incontro di tutti i partecipanti nel quale si sono condivise le linee guida e la timeline degli incontri nei vari territori. I tavoli di lavoro, si sono svolti tra marzo e aprile ’22. Lo strumento utilizzato è stato il planning for real.  I partecipanti al laboratorio si sono suddivisi per ambiti territoriali di interesse, in ogni tavolo era presente un’ortofoto dell’area geografica, sulla quale i partecipanti hanno discusso le loro idee progettuali, individuato i tracciati più idonei, possibilmente ad anello e, con l’ausilio di materiale adesivo colorato, evidenziato i punti di interesse comunitario (edifici, monumenti, canali, paesaggi, personaggi), in base alle loro conoscenze storiche e sociali. In questa fase di lavoro, ci sono stati anche incontri tecnici con le singole associazioni o gruppi di persone, utili a finalizzare meglio le idee che risultavano sull’ortofoto.

Poi è partita la fase più avventurosa, la geo-esplorazione sul campo…

Dopo il lavoro sulle mappe, tra aprile e settembre abbiamo organizzato una serie di geo-esplorazioni, per andare a vedere nel concreto, sul campo, la fattibilità dei percorsi individuati dai laboratori. Lo strumento utilizzato è stato quello delle passeggiate progettanti, nelle quali insieme ai cittadini, si sono potute verificare le caratteristiche fisiche dei percorsi e valutare in loco come valorizzare non solo gli aspetti naturalistici ma anche quelli storiografici e sociali.

Il sistema dei sentieri costituisce un’infrastruttura di mobilità, come vi siete rapportati con gli altri Servizi del Comune?

Mano a mano che le idee dei tavoli di lavoro prendevano forma, si sono organizzati incontri trasversali con il Servizio Mobilità e il Servizio Rigenerazione Urbana, con i quali condividere le proposte emerse, validarne la fattibilità e coerenza con il PUMS e il PUG e individuare anche le possibili sinergie e integrazioni. Il progetto è stato condiviso anche con i servizi interessati alle dimensioni immateriali della co-progettazione ovvero cultura, welfare, sport e tempo libero, intercultura.

Quali sono le ricadute positive del progetto?

La prima e più evidente è la realizzazione di una nuova rete di sentieri che diventa parte integrante del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) di Reggio Emilia. Altrettanto efficace è stato il potenziamento delle reti di comunità, con la costituzione di una vera e propria community di cittadini attivi, punto di riferimento per la tutela e la promozione del paesaggio urbano e rurale del territorio comunale, una sorta di panel  di esperti da ascoltare e attivare nelle scelte future del Comune.

Un altro importante aspetto del processo partecipativo riguarda la definizione di nuovi modelli di rigenerazione urbana. I percorsi escursionistici rappresentano infatti nuove connessioni fisiche e, insieme, spazi di socialità da animare con gli attori del territorio attraverso la co-progettazione di attività nei più diversi ambiti, educazione ambientale, sport e tempo libero, attività scolastiche, culturali ed artistiche.

C’è poi l’aspetto di promozione del territorio e attrattività turistica, che vede anche un coinvolgimento diretto di aziende agricole, strutture ricettive e vari soggetti privati che avranno un ruolo nella gestione dei sentieri e nella sperimentazione di attività di promozione di un turismo lento, esperienziale e di prossimità.

Prossima tappa?

Il Laboratorio di quartiere per individuare nuovi itinerari nel centro storico. Il primo appuntamento è giovedì 9 febbraio alle ore 18 presso la sede municipale di piazza Prampolini. Per informazioni e per partecipare agli incontri del centro storico e approfondimenti sugli altri quartieri, si può scrivere a  reggiocittadeisentieri@comune.re.it.


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