“La storia del Parco Senza Nome continua da ormai un anno e, quella che può sembrare una scelta di denominazione leggera, cela in realtà diverse idee, che abbiamo deciso di raccogliere in un libro: da lì e nata l’idea dello spettacolo”.
Così Andrea Pintus, dell’associazione Via Wybicki ci ha raccontato il “dietro le quinte” dell’evento che si è tenuto lo scorso venerdì 15 dicembre alla Biblioteca Rosta Nuova.
Dopo l’inaugurazione ufficiale con l’apposizione della targa al Parco Senza Nome, i componenti dell’associazione hanno recitato in uno spettacolo teatrale dedicato ai bambini per narrare la storia del parco e dell’origine del suo particolare nome.
“Il libro è nato da chi ha partecipato al percorso di denominazione del parco e ci ha dato quindi modo di riflettere e spiegare il nostro punto di vista in questa esperienza. Abbiamo deciso – ci spiega Andrea – che il miglior modo di presentarlo fosse che il libro stesso si raccontasse, tramite uno spettacolo teatrale. Coinvolgendo amici e genitori nell’idea, ci siamo adoperati ricercando testi da diverse fonti (tra cui molti libri di Gianni Rodari) e dal libro stesso, riadattandoli poi in forma di dialogo”.
Lo spettacolo ha coinvolto i più piccoli nel percorso che sta alla base della scelta del nome del parco, attraverso dialoghi e filastrocche, a volte fiabeschi e surreali, che hanno catturato la loro attenzione.
“A marzo si è concluso il percorso che ha portato alla scelta del nome. È iniziato tutto l’anno scorso con i Laboratori di Cittadinanza realizzati con il Comune di Reggio Emilia: abbiamo proposto un progetto per la denominazione del parco e approfittato dell’idea per creare occasioni di incontro, accompagnando le votazioni con feste”.
E’ iniziata così la storia di Parco Senza Nome : un progetto che ha coinvolto diverse delle realtà che operano nella zona, tra cui l’associazione Liberi Cittadini Via Wybicki, la cooperativa Giro del Cielo, la Biblioteca Rostra Nuova, la scuola dell’infanzia Anna Frank, e la scuola primaria Enzo Pezzani, che ha scelto anche la filastrocca riportata sulla targa ufficiale del parco.
“Abbiamo organizzato piccoli eventi e buffet per raccogliere le proposte di nome. Fin dall’inizio abbiamo incontrato una grande partecipazione, raccogliendo più di 100 proposte in sole due occasioni. I tre nomi più sostenuti sono andati a ballottaggio, che abbiamo ovviamente accompagnato con una festa, e Parco Senza Nome alla fine ha vinto” – conclude Andrea.
“Parlando del futuro – preannuncia Andrea – ci stiamo organizzando per celebrare il compleanno del Parco Senza Nome: sarà l’ultima domenica di marzo e avrà le stesse modalità delle feste organizzate per le votazioni del nome”.
Quella del parco è una storia che ha coinvolto a pieno la comunità e che ha reso partecipi molti cittadini che, pur non sapendo come chiamarlo, vivono il parco nella loro quotidianità. Per questo in tanti hanno manifestato il loro affetto e messo in gioco fantasia e ironia nella scelta del paradossale nome di Parco Senza Nome.
Lorenzo Reverberi
Foto: Federico Contini
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