Comune, associazioni, cooperative sociali, scuole e singoli cittadini, tutti di nuovo insieme, per sottoscrivere l’Accordo di cittadinanza che li impegna a co-gestire Palazzo Vecchio e l’area verde circostante e ad animarlo con iniziative legate all’ambiente e al paesaggio e con progetti culturali ispirati alla figura di Ludovico Ariosto; e poi spazio al teatro, all’arte, allo sport e molto altro.
L’Accordo firmato venerdì 25 marzo rappresenta il traguardo importante di un lungo percorso di confronto e partecipazione, ma senza dubbio anche una sfida ambiziosa sia per l’Amministrazione che per i soggetti firmatari: quella di riuscire a gestire in maniera collaborativa uno tra i beni più importanti della città e rilanciare questo luogo ricco di storia e potenzialità.
Dopo gli Accordi che hanno dato vita al festival a Villa Levi e alle iniziative collaborative al parco della Reggia di Rivalta e al Giardino di Gabrina, quello di Palazzo Vecchio e del parco circostante è il quarto esperimento di rigenerazione e usi temporanei dei di spazi e parchi urbani come beni comuni, sviluppato nell’ambito del progetto “Qua – Quartiere bene comune” del Comune di Reggio Emilia.
Con l’assessore alla Partecipazione Lanfranco De Franco, si ritrovano per l’atto formale di sottoscrizione dell’Accordo tutte le associazioni e i cittadini che in questi mesi hanno preso parte al percorso di co-progettazione dedicato a Palazzo Vecchio, a partire da P.O.P. Arts APS, Compagnia Teatro del Cigno APS e Asineria Asini di Reggio Emilia, che sono i capofila del progetto di co-gestione, cui collaborano Radici del Cielo APS, Confraternita dell’Aceto Balsamico, Scout CNGEI, Accademia di Quartiere APS, Teatro dell’Orsa APS, Api Libere Società Agricola, Mondoattivo APS.










Palazzo Vecchio a nuova vita
Grazie al loro impegno, Palazzo Vecchio e l’area verde circostante, un luogo caro a tutti i reggiani e di grande rilievo storico, paesaggistico e culturale, sarà mantenuto vivo e fruibile come luogo di socialità, cultura e condivisione, attraverso un programma di iniziative rivolte a pubblici di tutte le età, tante en plein air.
Una sfida nella sfida è che le attività si svolgeranno in concomitanza con il cantiere di restauro, recupero funzionale e valorizzazione della vicina Villa rinascimentale del Mauriziano (la Casa dell’Ariosto) e del Parco, nell’ambito del Progetto Ducato Estense del Comune.
Poesia, arte, eccellenze agroalimentari, sport e prossimità
Il Laboratorio di quartiere aveva messo in luce quattro vocazioni strategiche del complesso monumentale del Mauriziano, nel quale Palazzo Vecchio si inserisce, a partire dai valori ambientali e paesaggistici a quelli letterari, storico-culturali e sociali del luogo.
Una prima dimensione riguarda gli aspetti ambientalistici, paesaggistici e delle produzioni tipiche, che ha portato alla progettazione di un parco agroalimentare del Rodano e all’installazione all’ultimo piano di Palazzo Vecchio di una acetaia con ben quattro batterie di aceto balsamico tradizionale, per diffondere la conoscenza di questo prodotto reggiano d’eccellenza attraverso attività divulgative, che ne illustrino la storia e il processo produttivo.
Il legame con la figura dell’Ariosto rappresenta una seconda vena di ispirazione per la realizzazione di progetti culturali, artistici e letterari riferiti alla figura del Poeta e alla sperimentazione dei linguaggi creativi ed espressivi tra musica, poesia, teatro e convivialità. Palazzo Vecchio e il parco diventeranno così quinte ideali per spettacoli, eventi e animazioni per famiglie e bambini.














Ci sarà spazio per lo sport e il benessere psico-fisico, grazie a corsi e laboratori dedicati a discipline quali Qi Yong o Yoga. Per sviluppare una nuova cultura volta alla sostenibilità, saranno sviluppati percorsi per tutte le età, tra cui attività di benessere alternativo con l’asineria, camminate a passo lento accompagnati dagli asini.
Infine particolare rilievo viene dato alla vocazione di servizio di prossimità al quartiere, con progetti di inclusione sociale e transgenerazionale che favoriscono l’attivazione di reti di prossimità e consentono a persone svantaggiate di accedere ad opportunità di crescita e culturali. Tra questi anche corsi base di lingua italiana per cittadini migranti e corsi sulla mediazione sociale e la soluzione di conflitti.
Alla scoperta della vita nei campi con gli asini
L’Accordo di cittadinanza prevede di realizzare l’Asineria del Mauriziano, una piccola fattoria didattica in un’ottica innovativa, in cui fare esperienza di aspetti della vita contadina attraverso il contatto con la natura e con gli animali.
L’area che si trova a ridosso della casa colonica del Mauriziano e delle strutture di pertinenza sarà gestita dall’associazione Asineria Asini di Reggio Emilia, che darà vita a laboratori, open day e altre attività educative rivolte alle scuole, alle famiglie e ai gruppi organizzati.
Le prime attività in calendario
Già da domenica 27 marzo e fino al prossimo autunno, sono tante e diverse le attività in programma, pensate per pubblici diversi e di tutte le età, coerenti con le vocazioni del luogo: letteraria, ecologica-ambientale e rurale.
Domenica 27 marzo, alla fattoria di animazione ambientale del Mauriziano, si è svolta con grande successo una giornata dedicata all’ambiente e alla sensibilizzazione ecologica, “L’Orlando pulito”, promossa in collaborazione con l’Asineria – Asini di Reggio Emilia, Reggio Emilia Ripuliamoci (si è festeggiato il compleanno del gruppo di formidabili amici dell’ambiente creato da Stefano Ferrari) e altre realtà del territorio, impegnati in laboratori di educazione ambientale con gli asini e di riutilizzo di materiale riciclato, degustazioni con le aziende del territorio, animazioni ed eventi.
Le domeniche del Mauriziano proseguiranno nei prossimi mesi con quattro appuntamenti in calendario: 24 aprile – “Asini senza barriere”; 8 maggio “Volta la carta”; 29 maggio “Orlando ballando” e 12 giugno “Asino contadino”.
Ad aprile saranno avviate le attività di animazione ed educative per bambini, mentre le iniziative dedicate alla figura di Ludovico Ariosto prenderanno il via dal 12 giugno, con l’“Aperitivo con Ludovico”, conferenza con letture dal vivo a cura di Teatro del Cigno.
Il calendario completo e aggiornato si trova sul portale eventi del Comune, alla pagina https://eventi.comune.re.it/
Una gestione collaborativa innovativa
Di particolare interesse per innovatività è la sperimentazione di percorsi di co-gestione, coerenti con i bisogni emersi nei Laboratori di Quartiere. Un “gruppo di progetto”, infatti, si impegna a definire i contenuti della co-gestione in collaborazione con associazioni e cittadini, di ingaggio delle persone, strumenti e risorse.
Si sperimenta, inoltre, il modello degli usi temporanei dei beni comuni, affrontando le sfide della prossimità e della sostenibilità, di cui si valuteranno i risultati e gli impatti per una nuova progettazione, che potrebbe avere ricadute sul regolamento comunale ed anche, in prospettiva, sul Piano Urbanistico Generale.
Insomma, una grande sfida per il gruppo di progetto, con forti impatti e ricadute sulla collaborazione con associazioni e cittadini, sul coinvolgimento di persone, strumenti e risorse.
Ne parliamo con Ilaria Carmeli, regista e direttrice artistica della Compagnia Teatro del Cigno, referente del progetto collaborativo di Palazzo Vecchio Il Mauriziano.
Come avete affrontato la sfida di mantenere attivo Palazzo Vecchio, e in che modo questo ha influito sul rapporto con il quartiere?
“Sicuramente è una sfida, ma soprattutto un’opportunità significativa – commenta Ilaria. Avere uno spazio chiuso permette di dare un senso di continuità al grande lavoro che viene svolto nella stagione estiva per animare il parco e la distesa di Palazzo Vecchio. La continuità viene garantita con un inverno più dedicato ad attività laboratoriali ed eventi la cui dimensione è progettata sugli interni del palazzo, molto belli ma frammentati, costituiti da piccole sale che si susseguono su più piani.
Abbiamo scelto di comporre un mosaico di questi spazi che rappresenti sia l’anima multiforme delle associazioni e delle vocazioni del progetto collaborativo di Palazzo Vecchio, sia che possa rendere tutto il palazzo vissuto anche durante l’autunno-inverno. Dal piano terra, dedicato all’accoglienza e alla condivisione, dove si svolgono eventi e abbiamo allestito un punto ristoro dedicato, al piano di mezzo dedicato a uffici e corsi, spazi anche offerti in condivisione ad associazioni per sperimentare progetti; l’ultimo piano per una parte è destinato ai workshop e ai corsi e naturalmente, trattandosi di un sottotetto, all’acetaia.
La difficoltà consiste nel rendere attive tutte queste sale, anche le più piccole, attraverso la collaborazione tra noi ed anche con l’apertura a chi è in cerca di spazi per attività diverse, da conferenze a prove teatrali, studio e laboratorio.
Questa continuità di programmazione nel corso dell’anno permette anche di rafforzare il legame col quartiere e con i residenti. Ci ha consentito di ricostruire una relazione che nel tempo si era persa e di ricreare una frequentazione anche quotidiana, semplice, per famiglie bambini ed anziani del quartiere”.
La co-gestione avviene tra nuovi partner, come è stato possibile trasformare un incontro tra sconosciuti in una collaborazione che funziona?
“Da parte nostra, come promotori e co-gestori c’è stata una scelta di ascolto e valorizzazione, ci siamo sempre sforzati di pensare ai partner con vocazioni molto diverse dalle nostre come un’opportunità di crescita per noi e per Palazzo Vecchio. Ad esempio, Api Libere, un’azienda agricola che si occupa di formazione ed eventi su tematiche ambientali per i bambini, può qui condurre degustazioni e laboratori sul miele. La Confraternita dell’aceto balsamico, normalmente dedicata a corsi o a degustazioni, è coinvolta negli eventi teatrali e negli aperitivi, così anche gli scout, cruciali per mantenere in vita il parco in inverno. Ecco, forse una cosa che potremmo migliorare è la collaborazione sugli aspetti più pratici legati al mantenimento dello spazio pulito ed efficiente, e strutturarci un po’ di più per la sostenibilità economica a lungo termine, anche se i presupposti sono molto positivi.
La formula è quella di creare occasioni di contaminazione per crescere. Il mix di età ed esperienze disparate porta a stare in continuo accordo e comunicazione, per creare qualcosa di veramente condiviso. Questo ha fatto crescere la fiducia e il senso di appartenenza di tutti in questo luogo. Con alcune realtà la sfida è maggiore, come con Api Libere o con la Confraternita dell’aceto balsamico e l’acetaia, ma si fa!”.
Il progetto dell’acetaia è emblematica di questo incrocio e contaminazione di esperienze…
“Un innesto tutt’altro che banale, c’è voluto tempo per una valutazione preliminare di fattibilità, tempo per progettare lo spazio, tempo per ideare e realizzare il materiale informativo che consente di vivere un’esperienza di visita completa. Ha vinto l’impegno, la volontà di collaborare per creare insieme qualcosa di nuovo e di valore, integrato nell’offerta che Palazzo Vecchio offre al visitatore, che può visitare l’acetaia contestualmente a uno spettacolo, un laboratorio o un aperitivo”.
In conclusione, Palazzo Vecchio si conferma un esempio tangibile – bellissimo!- di come la collaborazione e l’innovazione possano trasformare uno spazio urbano in un luogo vivo e inclusivo. Grazie alla co-gestione e all’apertura a diverse esperienze, il palazzo con la sua area verde diventa non solo un punto di riferimento culturale per la città, ma anche un fulcro di connessioni e contaminazioni positive per la comunità locale.
Intervista a cura di Elisabetta Simonini
Foto Federico Contini per Comune di Reggio Emilia
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