Le Sterpaglie della Rosta Nova

Non si parla più solo di musica

Sterpaglie è un progetto artistico nato interamente da ragazzi ancora studenti. Elia, Gerardo, Ines e Diego hanno avuto un’idea lo scorso autunno: volevano portare delle novità artistiche giovanili nel centro sociale Rosta Nuova, fare delle proposte che si rivolgessero ai giovani. Si tratta di un gruppo di giovani studenti liceali che conciliano lo studio con le loro passioni principali: il conservatorio e scuole di teatro.

“Quello che proponiamo non vogliamo che venga confuso con un semplice concerto per evitare la focalizzazione solo sulla musica. Per noi è un evento culturale vero e proprio. Le varie arti si mescolano tra di loro, si crea un connubio tra le arti visive live, in istantanea con l’esecuzione, ci sono jam session musicali alla fine”. La musica, la danza: l’interesse di questi ragazzi è proprio il raggiungimento della fusione tra le arti.

Il centro sociale Rosta Nova ha dato lo spazio fisico, il luogo. Il grosso del lavoro è stato fatto dai ragazzi che per l’organizzazione di questa rassegna sono stati del tutto autonomi. “Le band e gli artisti che sono stati invitati a partecipare sono tutti ragazzi che bene o male già si conoscevano da prima, ma appena si è sparsa la voce sono arrivate richieste da altre band, questo fa ben sperare in una seconda edizione l’anno prossimo”.

Si tratta di generazioni diverse che si incontrano, che hanno dato fiducia a ragazzi che non hanno esperienza creando forza nel progetto. “Non si tratta di un gruppo precostituito, ma di una piattaforma che permette alle giovani generazioni, che non hanno uno spazio fisico, di potersi esprimere”.

Non solo musica, abbiamo detto. Viene proposta l’attività di “music painting”. Ci sono degli artisti grafici che durante il concerto disegnano live quello che gli suggerisce la musica. Tutto ciò che il concerto gli ispira, lo disegnano. Che si tratti del tradizionale foglio, di dipinti, a prescindere dalla tecnica utilizzata, si crea una connessione tra le diverse arti e non solo: “si crea intermittenza, le tele disegnate vengono proiettate in diretta su diversi schermi per permettere al pubblico di interagire con questa arte e capire quali sentimenti stanno nascendo nell’artista a partire da quello che ascoltano”. A fine rassegna, quest’estate, verrà aperta anche una mostra di tutte le opere che sono nate.

Si vuole creare una realtà stabile, un punto di riferimento. Una rassegna dove si possano contagiare diversi generi musicali e le arti in generale. Dal quartetto che propone musica classica alla band jazz, dal rock al funk, chiunque è il benvenuto e avrà modo di esprimere e veder apprezzare la propria arte.

“Come le sterpaglie che crescono in maniera del tutto imprevista e libera, questo è il nostro desiderio. Il nome nasce da questo.”

Una sorta di rivoluzione dal basso era necessaria. C’è grande difficoltà per esprimersi con l’arte, ed è dal basso che si crea. La popolazione non è fredda alla cultura, c’è grande desiderio, tant’è che propone. “Il grande cuore di questo centro sociale è questo, aver concesso la libertà di gestire uno spazio per lasciarci esprimere”.

E voi? Al prossimo evento ci sarete?

M. Doina Mareggini
Foto: Federico Contini

 

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