La street art sbarca a Reggio Emilia

Inaugurati due murales a Castellazzo e Masone

Lo scorso 30 settembre, durante la seconda festa delle connessioni rurali, una biciclettata, tra l’oasi WWF di Marmirolo e il castello di Castellazzo, ha accompagnato gli abitanti di questo territorio in un percorso a tema puramente ambientale e inaugurato due opere di street art, una a Masone e una a Castellazzo.

Ma andiamo con ordine.

A Castellazzo gli artisti sono bambini e ragazzi di Masone, Rubiera e Castellazzo. Si tratta di un murales di piccole dimensioni realizzato a luglio. Come ci racconta Elena Zanni, mamma di uno dei ragazzi più attivi nella realizzazione di questo progetto, “la voce è stata data ai giovani che hanno parlato di convivialità, comunità, star bene insieme”.

Come è nata l’idea di fondo? Sono proprio i bambini a d esprimersi! “Volevamo ravvivare i muri di uno stabile vicino alla Chiesa, abbiamo avanzato le nostre proposte. Le note insieme creano musica, le api collaborano insieme nel loro alveare, e così abbiamo rappresentato la nostra idea di comunità. E abbiamo raccontato cosa c’è di bello secondo noi a Castellazzo: le persone, il Tresinaro, il verde e il sole”.

Il secondo murales, che copre un muro di 80 metri, ha invece preso vita a Masone. A prendere voce è ora Daniele Castagnetti che racconta come, da un’idea nata da Don Emanuele Benatti è stata pensata e realizzata un’opera in meno di una settimana.

“L’idea è nata dal prete che ci ha chiamati, voleva fare un murales sulla biodiversità, unire tutto ciò che è natura o comunque che rimanda ad un concetto positivo”. Nonostante l’indicazione potesse sembrare all’inizio quasi confusa, la personalità forte del parroco e la grande fiducia della comunità ha reso possibile la traduzione di un pensiero in arte vera e propria.

“Una sorta di vegetazione fa da leit motiv. Dalla stessa pianta nasce una lumaca, un fiore, un animale, un frutto… Una coltivazione di tutto ciò che, per Don Benatti, è biodiversità”. Con ovvi riferimenti biblici, una mano gigante collega alba e tramonto, si vedono volare colombe, riportando citazioni prese dal Vangelo.

“Abbiamo abbellito il ponte, lanciato un messaggio positivo con il discorso religioso, migliorato il livello estetico della zona e per farlo sono venuti i disabili del centro diurno e i ragazzi della comunità che erano carichissimi: sono andati a casa dipinti anche sotto i piedi!”

Ridare quindi vita ad un muro morto, spoglio, anonimo, abbandonato e incolore, in quartieri dove alta è la sensibilità nei confronti del tema ambientale: con questi murales si è cercato di incoronare il tutto affiancando l’ideazione e la realizzazione di questi a diversi artisti e street artists.

 

M. Doina Mareggini
Foto Federico Contini

L’iniziativa nasce nell’ambito dell’Accordo di Cittadinanza di Masone, Marmirolo, Castellazzo, Roncadella, Bagno e Corticella.

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