Festival MAPS, dove punta la bussola per la felicità?

Il parco del Mauriziano diventa luogo di arte, teatro e creatività

“Siamo in un momento in cui le comunità hanno bisogno di ritrovarsi: il parco del Mauriziano ha un valore paesaggistico ed artistico di grande bellezza, è il posto ideale un festival”. Così Monica Morini di Teatro dell’Orsa, una delle organizzatrici del festival Maps, Bussole per la Felicità ci ha spiegato la scelta del luogo per questo evento.

“Il festival è un rito che unisce la comunità – prosegue Monica – in un momento storico come questo, in cui la divisione sta tornando di moda, l’arte, il teatro e la musica sono gli strumenti che possiamo usare per cambiare le cose. L’arte è orizzontale, non divide. Non c’è un tipo di arte dedicata esclusivamente ai bambini o agli adulti: per l’arte ci sono le persone e, se una storia è ben narrata, vale per ognuna di esse”

Il festival ha visto la partecipazione di numerose associazioni ed ospiti, come Il Bosco del Fracasso, La Tavola di Re Carlo, il Book Crossing, Punto Einaudi, la Biblioteca Ospizio, le Ragazze di Roots Evolution, Lo Yoga nel Parco, Paolo Rumiz e molti altri.

“Gente da tutto il mondo viene qui, raccontando se stessa e portando le proprie radici, per costruire qualcosa insieme. Le “Sedie Narranti” ne sono state un esempio: erano sedie di recupero destinate allo smaltimento, ma che bambini e adulti hanno decorato con materiali di recupero, donando loro una nuova vita”.

“Il Teatro dell’Orsa si è incaricata di organizzare tutto questo. I giovani qui si mettono alla prova e partecipano in modo corale” ci spiega Bernardino Bonzani della compagnia che ha formato i giovani che hanno interpretato lo spettacolo.

“Noi del Teatro dell’Orsa abbiamo portato il nostro spettacolo “Furiosamente Folli” un inno alla Follia Ariostesca. Abbiamo ripercorso alcune delle figure più importanti tra i “matti” della città di Reggio Emilia, facendole poi diventare personaggi e voci narranti del nostro spettacolo” ci racconta Monica.

“Durante lo spettacolo questi personaggi sono attratti dalla luna fino ad arrivare alla fonte dei versi di Ariosto, come se Ariosto fosse un vecchio cantastorie. In questo modo abbiamo accompagnato la gente fino al momento della eclissi di luna che si è verificata proprio in occasione del festival e durante la quale abbiamo narrato la follia di Orlando.

Nella scaletta del festival anche lo spettacolo “Le Voci dei Quartieri”, un viaggio sonoro e visivo realizzato da Alessandro Scillitani che ha storie che hanno interessato e commosso i presenti raccontando come le generazioni precedenti vivevano i quartieri e del loro cambiamento nel tempo.

“Il festival è un rito per la ricerca della felicità. Come in una bussola ci sono quattro direzioni per la felicità: il rito, il mito, il linguaggio e la fiaba, diceva Cristina Campo, poetessa e scrittrice.

Il rito nel nostro caso è quello di riscoprire il rito. Per questo, dopo il festival abbiamo cercato l’alba, l’abbiamo attesa insieme sulla pietra di Bismantova raccontandoci storie e cercando la felicità”.

 

Lorenzo Reverberi
Foto: Federico Contini

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