Un Laboratorio Urbano nei ‘nuovi’ Chiostri di San Pietro

Aria d’innovazione sul patrimonio storico-culturale reggiano con il restauro dell'ex monastero benedettino

Non poteva esserci cornice migliore, per l’apertura del Laboratorio Urbano Aperto, degli splendidi Chiostri di San Pietro, restaurati e restituiti alla città nel weekend del 22-23 e 24 Marzo.

Il Laboratorio Urbano Aperto, finanziato all’interno dell’Asse 6 del Por Fesr Emilia- Romagna, sarà un centro di sperimentazione di modelli di economia collaborativa e di innovazione sociale e tecnologica aperta a tutti gli interlocutori della città e del territorio.

In questa cornice, venerdì 22, sono stati sottoscritti gli Accordi di Cittadinanza per il 2019 con tutti i cittadini e le associazioni dei quartieri che hanno partecipato al progetto “QUA_Quartiere bene comune”. Un’occasione speciale, per festeggiare insieme il lavoro fatto in questi 5 anni e per presentare i risultati raggiungi con i 163 progetti contenuti nei 27 Accordi di Cittadinanza realizzati con 784 sottoscrittori e tantissimi volontari.

Si chiude così la prima fase di lavoro del progetto QUA proprio all’interno del Laboratorio Aperto, uno spazio innovativo che dona una chiave di lettura moderna e vocata all’innovazione sociale a tutti coloro che fruiranno dei restaurati Chiostri benedettini.

Il nuovo edificio, adiacente all’ex monastero benedettino, rappresenta un esempio di rigenerazione urbana che dona una nuova identità ai Chiostri e alla città. Uno spazio dove la storia incontra la ricerca e l’innovazione.

Nel corso della serata del 22, i cittadini protagonisti del progetto “QUA-Quartiere Bene Comune” hanno avuto modo di vedere completato il lavoro di restauro e di riqualificazione funzionale dell’intera struttura, attraverso visite guidate, installazioni multimediali.

La struttura ospiterà, da una parte, eventi, mostre e spettacoli, dall’altra, invece, verrà utilizzata come laboratorio aperto urbano in cui sarà possibile confrontarsi con l’innovazione sociale e digitale.

I Chiostri diventano così un luogo adatto a sperimentare metodi e strumenti, per produrre soluzioni innovative ai bisogni delle persone e della comunità: un’attrattività culturale di livello internazionale che custodisce con amore e gelosia la sua vocazione storico-monumentale.

Articolo di: Giulia Petitto
Foto di: Federico Contini

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