Un laboratorio all’aria aperta

La stagione autunnale del Parco frutteto

Sono passati circa cinque mesi dalla mia ultima visita al Parco Frutteto di Castellazzo, alle porte di Reggio.

Vi abbiamo raccontato del progetto che qui è nato: far crescere un piccolo bosco di comunità, dietro la parrocchia, che diventi un luogo in cui è bello trovarsi e stare insieme.
Domenica 23 ottobre sono tornata a Castellazzo per partecipare all’inaugurazione del parco frutteto, un momento di festa che ha coinvolto tutta la comunità. I bambini hanno tagliato il nastro e il parroco ha benedetto il parco. Poi genitori e bimbi insieme hanno appeso ai rami dei 26 alberi una targhetta di legno con il nome di tutti i bambini di Castellazzo, segnando con un gesto simbolico il passaggio di questa “eredità verde” alla comunità.

Raffaele Marmiroli – con cui avevo chiacchierato la prima volta – mi accoglie sorridente e, al termine della cerimonia, mi fa fare un giro nel Parco per ammirarne da vicino i progressi. Le pianticelle sono cresciute in questi mesi, sono forti. I bambini seguono da vicino la loro crescita, grazie anche alle attività che Matteo Zanni, educatore e tecnico di pet-teraphy, residente Castellazzo, organizza per educare i più piccoli alla cura del verde che li circonda. Anche Matteo, insieme a tanti altri abitanti della frazione, ha partecipato alla creazione del Parco Frutteto “sorelle Sberveglieri” e ha investito nel progetto tempo e conoscenze.

Infatti nel parco le attività sono già iniziate da tempo: l’estate appena passata ha visto svolgersi diversi laboratori sulla misurazione dell’altezza delle piante e la conoscenza del Parco stesso; l’autunno invece si è aperto con laboratori a carattere scientifico come la “lettura” degli anelli del legno o progetti di orientamento per saper leggere le mappe, grazie anche alla collaborazione con le maestre della scuola di Marmirolo, frequentate dalla maggior parte dei bambini che abitano qui.

La volontà di Matteo, come quella di tutti coloro che hanno partecipato e voluto questo Parco, è quella di “fare vivere la campagna a chi la abita”: scoprirne i ritmi, imparare a orientarsi, sperimentare, giocare liberamente e con la fantasia. Un parco come luogo da scoprire e vivere.

Nessuno dei bambini che erano presenti domenica ha chiesto lo smartphone o un videogioco alla mamma… tutti correvano in mezzo all’erba e agli alberi, sotto la pioggia leggera che cadeva. Una giornata nella natura, tutti insieme, per conoscerla e scoprirla.

Ottavia Dallaglio
Foto: Fabio Fantini

Scopri i contenuti dei progetti all’interno dell’Accordo di Cittadinanza di Masone, Marmirolo, Castellazzo e Roncadella.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *