Un bell’effetto, l’#effettoqua

Numeri e storie del quartiere bene comune.

E’ un bell’effetto guardare i numeri e vederci dei significati.
Non perché parlino da soli ma perché è unendoli, correlandoli e sommandoli che ti raccontano cosa è successo.

Quartiere bene comune presenta qualche dato della propria storia. Non è una storia lunga e i dati non sono molti ma non è detto che essere giovani significhi non avere qualcosa da dire. Forse qualcosa di importante.

Oggi, nei quartieri della città, ci sono 67 progetti che migliorano la qualità della vita di chi li abita. Fino a qualche mese non c’erano e quartiere bene comune li ha realizzati investendo circa 1000 ore di lavoro dell’Amministrazione Comunale. I cittadini e le associazioni ce ne hanno messe piu’ di 7.000, una cifra che a guardarla fa un certo effetto.

Sono corsi di italiano per mamme immigrate, lavori di manutenzione del verde pubblico, iniziative di integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, riprogettazioni di parchi e piazze, con la costruzione di giochi e arredi, sono i più tradizionali cartelloni estivi per l’animazione dei luoghi ma c’è anche un wi-fi di comunità, reso possibile dall’auto-organizzazione e finanziamento di chi ora beneficia del segnale.

I 67 progetti sono attivi in 9 quartieri della città. Li abbiamo discussi in 29 tra incontri plenari e tavoli di lavoro dedicati. A questi incontri hanno partecipato 1.523 persone tra cui 140 associazioni: considerando la loro portata associativa possiamo dire di avere coinvolto quasi 4.000 persone.

Quando è stato il momento di realizzarli, ci siamo presi un impegno concreto: noi, i cittadini e le attività economiche che li hanno sottoscritti.
Si tratta di 234 soggetti, quasi il 50% di coloro che hanno partecipato alla fase di ascolto. Per noi vuole dire che cittadini e associazioni hanno compreso il significato della nostra azione: dall’idea di collaborare alla corresponsabilità del risultato, passando dalla gestione condivisa.

234 persone o gruppi di persone che ci hanno messo la faccia. Ma anche la passione, il senso civico e la voglia di fare comunità. Sono i cittadini protagonisti delle storie che vi stiamo raccontando su Quaderno e che se volete conoscere più da vicino potete vedere fotografati dal nostro Federico (Contini n.d.r) nella mostra allestita in Piazza Prampolini, presso km129, nell’ambito del Circuito Off di Fotografia Europea.

Anche in Piazza Casotti, sabato con Patrizio Roversi a fare da cantastorie.

I 67 progetti che oggi contiamo distribuiti nella nostra mappa sociale hanno coinvolto, come utenti, oltre 9.000 persone: 9.000 cittadini che hanno beneficiato dell’attività di altri cittadini, prima che dei servizi comunali e degli operatori pubblici. Una forma di governo diffuso, un altro modello di amministrazione e di costruzione dell’interesse generale.
Per questo si chiama quartiere, bene comune.

C’è una cosa della quale andiamo particolarmente fieri. Tutti i progetti avevano un obiettivo comune: generare relazioni e soluzioni attraverso una collaborazione positiva, con il Comune e con le altre associazioni o con gli altri cittadini che, con te, condividono quel senso del noi.
Tanti di coloro che abbiamo intervistato ci hanno confermato che abbiamo lavorato bene: possiamo dire di avere aiutato, facilitato, favorito le relazioni e la coesione sociale che sono importanti, perché fanno sentire le persone parte di una comunità e restituiscono esperienze e reti di sostegno che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita.
Insomma un bell’effetto. L’#effettoqua.

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