Quando si dice: “andiamo al Tondo”…

Oggi, probabilmente, questo modo di dire fra i più giovani è caduto in disuso e si preferisce chiamarlo Foro Boario, dal nome del parcheggio scambiatore costruito su quello che dal dopoguerra sino ai primi anni ’80 era stato il mercato bestiame (e la fiera) di Reggio. Il toponimo Tondo – per indicare il quartiere sulla strada per Sesso fra le ferrovia nazionale e quella per Ciano – resiste ancora fra gli aficionados.

Da dove deriva, però, questo nome un po’ inusuale?
Sicuramente da alcuni elementi geografici e antropologici del territorio: la località trae origine dal nome di un’antica osteria posta sulla strada per Sesso, che era una importantissima strada romana che collegava Reggio, a Brixellum – l’odierna Brescello, città di fondazione romana – per arrivare addirittura sino a Brixia, ossia Brescia (si presume che in epoca romana i bresciani per andare a Roma transitassero da Reggio via Brescello per immettersi sulla via Emilia).
Da duemila anni, quindi, si trova su un luogo di passaggio importante, per lo più anche sotto il profilo dell’approvvigionamento idrico: in quel punto la strada intersecava i due canali più importanti della città (oggi interrati): il Canale d’Enza e il Canale di Secchia. E, in epoche più recenti, era delimitata da due ferrovie: la Milano-Bologna (1859) e la Reggio-Ciano (1911).
Ed è proprio dalla costruzione della ferrovia nazionale che parrebbe avere origine questo nome.

Si dice che l’osteria “dal Tònd” (“tondo”, che in dialetto reggiano identifica il “piatto” per mangiare) prenda il nome da una vicenda un po’ bizzarra, ovvero da un piatto pieno di zecchini d’oro, dato a metà dell’Ottocento all’ingegnere capo delle ferrovie da un proprietario di un terreno sul quale doveva passare la linea Milano-Bologna per evitare che tagliasse in due la sua proprietà: ciò sarebbe la ragione del “curvone” che ancora oggi contraddistingue il passaggio della ferrovia nella nostra città in prossimità della ex statale 63, che conduce a Sesso e che in quel tratto è intitolata ai fratelli Manfredi, martiri della Resistenza nella guerra di Liberazione (1943-1945) che provenivano da questa frazione di Reggio. Un’altra ipotesi ritiene che il nome possa riferirsi all’immagine di un piatto posto all’esterno dell’osteria, per indicare il luogo ai conduttori di carri e carrozzi e viandanti, in un’epoca in cui la maggior parte della popolazione era analfabeta.

La locanda del Tondo rimase attiva sino agli anni ’60 lungo via Fratelli Manfredi, quasi di fronte a via Spalato. Oggi l’antico nome è stato ripreso da un ristorante situato sulla parte opposta della strada.

Autore: Architetto di quartiere Paolo Tamagnini
Fonti bibiografiche: W. Baricchi, 1985 – G. Magnanini, 1985 – L. Casi, 1996

Tondo è una delle tre frazioni appartenenti al Laboratorio di Cittadinanza San Prospero, Tondo e Gardenia.

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