Perché il quartiere di San Prospero si chiama “Strinati”?

Forse non tutti sanno che la strada principale di San Prospero Strinati – via Samoggia – è un cardo minore ortogonale alla via Emilia. Costruito dai romani, trova la sua naturale prosecuzione su via della Canalina, dall’altra parte della città. Se infatti, con un righello girato in verticale, provate a collegare su una mappa le due strade vi accorgereste che sono sul medesimo asse.

Molto bizzarra è anche l’origine del nome di questa località. Inizialmente, il luogo si chiamava soltanto “Strinati”. A partire dal 1570 fu aggiunto “San Prospero” per motivi urbanistico-militari appena dopo la demolizione del monastero benedettino di San Prospero che sorgeva fuori le mura tra l’attuale via Guidoriccio Fogliani e la scuola elementare Pascoli.

La prima ipotesi sulla derivazione di “Strinati” si fonda sula tradizione popolare. La vulgata vuole che ad alcuni monaci, scappando dal monastero di S. Prospero in fiamme, si sarebbero bruciacchiate le tonache. L’infausto evento, come suggerisce lo storico Luciano Casi, avrebbe preceduto una delle prime distruzioni del monastero da parte degli Ungari, nel 899.

Un’altra ipotesi potrebbe essere di derivazione romana. Il nome “Ustrina”, in latino, si riferisce al luogo dove si bruciano i cadaveri. In epoca romana era vietato inumare o bruciare i defunti entro il castrum cittadino (cinta muraria) e in quell’epoca fu individuato un luogo apposito situato lungo un cardo minore (via Samoggia), assi stradali solitamente dedicati a riti di questo tipo.

Una terza ipotesi si fonda sulle palizzate legnose adagiate sulle sponde dei canali che venivano “strinate” per formare una patina carboniosa che li avrebbe protetti contro la marcescenza, azione che veniva praticata quando l’acqua scarseggiava.

L’ultima ipotesi, forse la più accreditata, risalirebbe al cognome di una delle prime famiglie assegnatarie di queste terre, di proprietà del monastero benedettino e in corso di bonifica. Un tale Laurentium Strinatus figura a Strinati nel primo estimo comunale del 1315. Il cognome Strinati è ancora molto diffuso nel parmense e, guarda caso, chi donò queste terre al monastero di S. Prospero era proprio un tale “Arimondo de Comitatu Parmense”…

E dopo un po’ di storia, ritorniamo al presente. Vi aspettiamo giovedì 5 Ottobre
alle ore 20.30 nell’Aula Magna della Scuola Media “Fermi” (via Bolognesi, 2 – Gardenia) per l’avvio del Laboratorio di cittadinanza di San Prospero Strinati, Tondo e Gardenia.
Un’occasione per incontrarci e progettare insieme azioni ed interventi per il #quartierebenecomune.

 

Autore: Architetto di quartiere Paolo Tamagnini
Fonte bibliografica: L. Casi, 1996
Foto: Archivio Casi

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