La scuola delle biciclette

Qui si lascia la macchina e si prende una bici

Siamo a dicembre ed è quasi Natale, fa freddo e la nebbia ricopre fitta l’Emilia da ormai una settimana, eppure parliamo di biciclette e mobilità sostenibile.

Siamo alla scuola dell’infanzia “8 marzo” –  dov’è nato il progetto “Imprestabici” – con Iovanka Rivi, pedagogista della scuola e coordinatrice del progetto insieme al Consiglio Infanzia Città della scuola stessa.

Sebbene il nome del progetto parli da sè, vediamo meglio cos’è e com’è nato. “Partito inizialmente con la costruzione di una tettoia per per le biciclette dei bambini – racconta Iovanka – il progetto si è evoluto grazie a un’idea dei genitori: dopo un periodo di auto-finanziamento è stata costruita una struttura con annessa una piccola officina, trasformando così la tettoia in una sorta di parcheggio scambiatore con circa una trentina di biciclette, regalate e donate alla scuola dagli abitanti del quartiere”.

Nonostante sembri un progetto semplice e fine a sé stesso, rientra in realtà in qualcosa di molto più ampio: il motore che spinge e stimola questa iniziativa viene alimentato da soggetti diversi fra loro, personale della scuola e genitori in primis, ma anche cittadini dal quartiere e dalle altre scuole e asili della zona.

Quello che emerge infatti, è un’idea di rete e di ponte tra scuola e città che permetta alle persone di vivere l’isituzione scolastica non solo come qualcosa che “serve” ai genitori degli alunni, ma anche come un spazio pubblico da vivere come cittadini, come punto di riferimento oltre l’orario scolastico. Il prestito gratuito delle biciclette, infatti, va dalle 8 alle 19 ed è fruibile a tutti, con l’unico impegno di lasciare i mezzi nelle condizioni idonee per essere usati; tutto questo è reso più sicuro dall’accesso attraverso un cancello nel retro della scuola, verso il lungo Crostolo da cui si possa entrare e uscire senza dover per forza passare per la strada.

Chi ha tempo e voglia si presta ad aggiustare e riverniciare le bicilette –spesso i nonni dei bambini- in modo che siano sempre sicure e in modo da facilitarne l’uso a quei genitori che si stanno impegnando a lasciare la macchina a scuola e ad andare a lavorare in bicicletta.

Insomma, la scuola viene sentita e vissuta come parte integrante della vita del quartiere e nonostante il freddo, qui all’”8 marzo” si pedala con la partecipazione di tutti.

Ottavia Dallaglio

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