La cittadinanza…si coltiva

Permcultura e condivisione agli orti urbani Montenero

“Per eliminare le cimici dal vostro orto ricorrete ai ragni. Però ricordate che bisogna creare l’habitat adatto al predatore, quindi mettete coltivazioni verticali in modo tale che possano fare la loro tela!”

Una voce chiara e squillante attira su di sé l’attenzione di un gruppo di persone riunite in cerchio. A parlare è Elena, insegnante di permacultura, che, dall’alto della sua esperienza, sta rispondendo con tono perentorio alle domande dei presenti. Ad ogni curiosità lei ha un consiglio pronto e guida l’assemblea con passione e competenza. Siamo al centro sociale Orti Montenero e si sta svolgendo un incontro informativo sulla coltivazione degli orti urbani. Il centro sociale, che si trova in una laterale di via Adua, è situato in un quartiere densamente abitato e sembra quasi una piccola oasi di verde tra case e palazzine. Persone di ogni età e di diversa estrazione si recano qui, ogni giorno, per prendersi cura del loro piccolo appezzamento di terreno: nasce così un giardino di coltivazioni aperto alla comunità.

“Abbiamo fatto due incontri aperti alla cittadinanza per divulgare le tecniche di base per un’orticoltura alternativa. Abbiamo voluto dare uno sguardo generale, lasciando immagini e sensazioni ai partecipanti sul tema della permacultura, modo per progettare orti in maniera sostenibile e agricoltura sinergica” mi racconta a fine incontro Ivan, uno degli organizzatori, nonché coltivatore. Per capire come funziona l’assegnazione degli orti chiedo a Tommaso, anche lui uno dei promotori dell’iniziativa: “Io faccio parte dell’associazione Controvisivo e, l’anno scorso, abbiamo partecipato ad un bando grazie al quale ci hanno assegnato un lotto qui a Montenero, uno dei numerosi luoghi nel quale vengono coltivati orti urbani a Reggio. Per accedere al bando bisogna avere alcuni requisiti: scopo sociale per le associazioni oppure residenza e reddito per il singolo cittadino. Inoltre nel bando era specificato che le associazioni dovessero utilizzare tecniche di permacultura, così ci siamo informati anche noi”.

Gli orti urbani svolgono un importante ruolo di aggregazione sociale, creando scambio e partecipazione per tutta la cittadinanza. Ivan mi racconta: “lavoro nella cooperativa sociale L’Ovile e ci occupiamo di socialità e integrazione. Con L’Ovile coltiviamo un orto qui, insieme alle persone che fanno parte del nostro gruppo. Per automotivarci e fare comunità abbiamo deciso di aderire alla richiesta dell’architetto di quartiere di organizzare eventi informativi come questo oppure feste per condividere le esperienze. Coltivare diventa così anche un divertimento!”

I prodotti coltivati vengono condivisi per iniziative comuni o portati sulle tavole dagli orticoltori, alimentando così una maggiore consapevolezza sull’alimentazione sana. In particolare chiedo a Tommaso quali sono le coltivazioni che riescono meglio. “Le erbe aromatiche, le zucchine e le bietole sono il nostro vanto” mi dice e, aggiunge a ruota Ivan, “per me la gramigna: si fanno degli ottimi centrifugati! Spesso capita che le cose migliori siano quelle che non ti aspetti, come le erbe spontanee”.

Con l’arrivo dell’inverno le attività degli orti rallentano, così come gli incontri informativi. Le iniziative però non finiscono qua e proseguiranno al Centro Sociale Spallanzani, per tutto novembre e, per l’anno nuovo, sono previste tante novità.
Il 26 novembre alle 9.30 si parlerà di un laboratorio pratico di costruzione della compostiera degli Orti Spallanzani. Chiude il ciclo di appuntamenti, lunedì 28 alle ore 18.30, l’appuntamento con “La corretta gestione della risorsa acqua e il controllo della zanzara tigre“.

Mentre stiamo uscendo ci ferma Elena, che cura tutti i progetti nascenti di permacultura. “Passate a trovarci, ci servono sempre volontari amanti del verde”. Non mancheremo di certo!

Alessandro Melioli
Foto: Federico Contini

Ascolta il podcast della puntata #20 di Rumore Web e scopri i contenuti del progetto Orti Urbani.

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