Il cielo in una stanza

A Rivalta nasce la 'casa della partecipazione'

Casa della Partecipazione

Per Giorgio questo progetto è un ritorno al futuro. ‘Si, penso proprio sia un ritorno al futuro perché, anche se in modo diverso da come funzionava con le Circoscrizioni, rende possibile all’Amministrazione restare attaccata al territorio.’
Dice proprio “attaccata” e fa anche un gesto, come a rinforzare il concetto; il territorio a cui fa riferimento è quello di Rivalta, Coviolo e S. Rigo.
Il progetto di cui parla è la ‘Casa della Partecipazione’, a Rivalta. Un luogo particolare dove, secondo Giorgio – che a Rivalta ci vive da sempre e qui ha famiglia – sia possibile avere a portata di mano alcuni servizi pubblici ma anche incontrarsi per socializzare, condividere, fare insieme.
Giorgio lo incontriamo domenica 29 maggio. E’ il giorno dell’inaugurazione, alla presenza di decine di rivaltesi e non solo, protagonisti dell’avventura o incuriositi dalla notizia e delle autorità, che sono venute per i ringraziamenti. Non di rito, in questo caso.
Giorgio fa il consigliere comunale. Di cognome fa Campioli e lo conoscono un po’ in tutta Reggio. Si capisce che mastica di amministrazione e infatti molto del suo mestiere di amministratore è nell’ispirazione di questo progetto, che lo ha visto correre instancabile da un ente a un altro, a cercare collaborazioni per attivare servizi. E da un volontario a un altro, per cercare tempo e disponibilità per gestirli.
‘La Casa della Partecipazione’ – ci dice mentre prepara la sala che ospiterà la cerimonia inaugurale – cercherà di rendere i servizi più vicini e più semplici per tutti. Soprattutto per coloro che hanno difficoltà a spostarsi in centro città o a orientarsi nella burocrazia. Ci saranno volontari che agiranno da facilitatori: spiegheranno come fare per avere un’informazione, e magari un certificato, o come avere assistenza su una procedura; si potranno trovare lì esperti che possano dare consigli ed indicazioni su come affrontare problemi legati alla salute, alla prevenzione ed agli stili di vita.
Però – prosegue – una casa è una casa anche se si ci si può divertire e rilassare. Qui organizzeremo corsi di yoga, ospiteremo mostre o serate dedicate alla lettura di libri’. La Casa della Partecipazione è una sala all’interno del bocciodromo: un edificio nel centro di Rivalta che, a vederlo da fuori, non sembra di essere a Reggio nel terzo millennio. E’ un blocco di cemento, quasi non vedi dove sono gli ingressi. Ma per Rivalta e i rivaltesi è un luogo importante, un punto di riferimento, come la vicina Reggia settecentesca che, con il suo magnifico parco, d’estate sembra un formicaio di persone, di bambini, di bici, di cani al guinzaglio.
Giorgio ha pensato che per questa sala, che da un lato guarda il Parco delle Ginestre e dall’altra si affaccia sui campi di bocce in attesa di sfide epocali, il nome ‘Casa della Partecipazione’ fosse il migliore. ‘Ha un gusto un po’ rétro– ho cercato di dirgli io qualche giorno prima di inaugurarla – e forse ricorda tempi che non sono più tempi.’
Niente da fare. Per Giorgio il nome è quello.
‘Si chiama Casa della Partecipazione perché qui la gente se entra si sente a casa e, come in una famiglia, da’ il suo contributo. Se vuole ascolta, oppure organizza, oppure discute e si confronta. Quasi sempre si rimbocca le maniche e fa.
Forse è per questo che, a Rivalta, si torna al futuro.

Nicoletta Levi
ph. Federico Contini

Scopri i contenuti dei progetti all’interno dell’Accordo di Cittadinanza di Rivalta, Coviolo e San Rigo.

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