Futura: giardini tra le nuvole per ripensare il #QUArtiereBeneComune

Trovare insieme nuove soluzioni per valorizzare gli edifici.

Giardini sospesi, orti urbani sui tetti, spazi verdi in luoghi inaspettati. Queste sono alcune delle suggestioni e dei progetti emersi dal workshop FUTURA, nato da una collaborazione tra Comune e Ordine degli architetti all’interno del Laboratorio di Cittadinanza di Buon Pastore, San Pellegrino, Crocetta, Migliolungo, Belvedere e Bragalla.
L’evento – che si è svolto alla Biblioteca di San Pellegrino lo scorso Aprile – viene presentato giovedì 12 Ottobre come case study , all’interno del local event di LIFE Urban Proof: REsilienza Rischi climatici ed opportunità per il futuro di Reggio Emilia. Il progetto si pone, in generale, l’obiettivo di aumentare la resilienza dei Comuni ai cambiamenti climatici, supportandoli nella progettazione di strategie di adattamento locale.

In che cosa consiste il progetto FUTURA. Perchè è stato realizzato all’interno dei Laboratori di Cittadinanza?

“All’interno del laboratorio di Buon Pastore, San Pellegrino, Crocetta, Migliolungo, Belvedere e Bragalla – spiega l’architetto di quartiere – è emersa l’esigenza di ricucire la comunità locale anche attraverso la valorizzazione di alcuni luoghi significativi del quartiere sia a livello di rigenerazione dei quartieri storici a partire dal verde pubblico, sia attraverso nuovi servizi di comunità che coinvolgano nuovi e vecchi abitanti e che
mettano in relazione le scuole con il contesto sociale”.

L’evento di start up del progetto FUTURA ha avuto proprio l’obiettivo di ripensare la copertura del direzionale San Pellegrino – sede della frequentatissima biblioteca – attraverso un’attività di riqualificazione che preveda l’uso di verde pensile, la creazione di tetti verdi e la diffusione dell’urban farming proprio sul tetto dello stabile.

In che cosa consiste il metodo “Contamina”, utilizzato all’interno dell’evento FUTURA ?

City Hack è il percorso di Civic Hacking pensato da “Contamina” per portare all’interno di progetti cittadini processi di innovazione partecipativi che abbiano impatto sulla cittadinanza e su spazi destinati alla condivisione e alla socialità.
“La missione – spiegano gli organizzatori del team Contamina – è quella di applicare al mondo della pubblica amministrazione e del sociale tecniche e strategie tipiche delle realtà imprenditoriali innovative (Google, Spotify, Apple, ecc..), allo scopo di creare progetti non solo dal forte impatto sociale ma anche con una sostenibilità economica”.

La formula è semplice: a partire da un’esigenza proposta dall’amministrazione Contamina, assieme a figure specializzate in diversi settori, organizza un laboratorio di un giorno in cui, divisi per gruppi di lavoro eterogenei si lavora ad una iniziale fase di brainstorming fino alla realizzazione di un progetto concreto e attuabile in breve tempo.
Partecipano al laboratorio figure selezionate provenienti dal mondo della creatività, del design, dell’architettura e persone protagoniste degli spazi cittadini interessati al workshop. A fine giornata vengono presentati progetti e proposte sviluppate ad un livello tale da essere veri e propri spunti operativi per l’amministrazione.

La metodologia permette di discutere di qualsiasi tema, con una ossatura data in termini progettuali e di indirizzo, avendo prima un parere tecnico e poi aprire la discussione ai cittadini. Una progettazione partecipata su un tema specifico della durata di due giorni, per avere linee guida ed opinioni in breve tempo.

Quali sono i primi risultati del progetto?

Dalla giornata di workshop sono emerse 4 proposte progettuali: “Il cielo in una stanza” – realizzazione di un luogo intimo ed accogliente all’aperto per organizzare eventi e iniziative per la città – “TerraCielo San Pellegrino” – giardino pensile accessibile da una scala dedicata come spazio di naturale estensione della biblioteca con pavimentazione in legno, alberi e wi fi – “Nuvola verde” – un’estensione della biblioteca che ospiti piante particolari, esotiche e medicinali in cui poter fare “cultura delle colture” con cittadini e scuole – e “Suono Verde” – un bosco sospeso, come una torre medievale, visibile anche da lontano, riconoscibile e distintivo nello skyline del quartiere.

Al workshop hanno partecipato 21 esperti con competenze e caratteristiche eterogenee e oltre 50 cittadini. I quattro gruppi di lavoro hanno prodotto, in una sola giornata, proposte suggestive ma con una forte componente operativa e progettualmente concrete.
“In particolare – spiega l’architetto di quartiere – dai quattro progetti analizzati dalla giuria di esperti, emerge l’opportunità di rileggere la Biblioteca San Pellegrino come luogo deputato alla socialità con l’aggiunta di temi legati alla progettazione di orti urbani, come area didattica e di approfondimento sui temi del verde in tutte le sue forme, anche approfittando della presenza della biblioteca che potrebbe collocarvi una vera e propria sezione tematica. Con una possibile rifunzionalizzazione sarà possibile aprire questo spazio in quota a diversi usi e a tutti coloro che vogliono trovare un luogo verde, unico e protetto”.

In ottica di comunità, la biblioteca potrebbe quindi riconfigurarsi come luogo aperto al quartiere e alla città, non solo per la sua funzione attuale di prestito e promozione della lettura, ma anche come luogo di incontro, scambio e networking attraverso l’organizzazione di eventi, rassegne musicali e cinematografiche e workshop.

Durante l’incontro-seminario del progetto LIFE “UrbanProof” del 12 ottobre – viene presentata la mappatura delle isole di calore derivata dal volo aereo-fotogrammetrico sul Comune di Reggio Emilia. Il progetto FUTURA va ad inserirsi con il suo tetto verde, tra i primi progetti per gli adattamenti climatici in città, nato e pensato nel contesto di San Pellegrino, potrebbe diventare un primo esempio cittadino da esportare poi, come prototipo, all’interno di altri laboratori della città, individuando spazi ed edifici da riqualificare in modo “green” e sviluppando partnership pubblico-privato, seguendo le emergenze individuate nella mappatura del progetto LIFE e declinandola a scala di quartiere.

 

Per saperne di più, scopri il progetto ‘Il direzionale San Pellegrino si fa campagna cominciando dai tetti’ – tetti verdi e urban farming’.

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