Digitali si diventa

Pane e Internet. Il corso di digitalizzazione al centro sociale La Mirandola

“Beh mò sa vol dir che la password va mia?” Franco è un reggiano sulla settantina che abita a Pieve Modolena e insieme alla moglie ha deciso di partecipare al corso “Pane e Internet” presso il centro sociale La Mirandola. Franco il mese scorso ha acquistato un tablet per poter comunicare meglio coi familiari più giovani, quelli cresciuti, appunto, a pane e internet. Tuttavia l’utilizzo di un apparecchio simile richiede competenze specifiche. Per questo Franco e la moglie non si sono tirati indietro quando il centro sociale La Mirandola ha proposto un ciclo di incontri sulla digitalizzazione.

“Forse vuol dire che hai sbagliato a inserire un carattere della password. Di solito c’è scritto il perché non la accetta. Riprova!”. È un caldo venerdì pomeriggio di fine marzo quando ci presentiamo al centro sociale per seguire da vicino questo progetto. La stanza adibita ad aula scolastica è piena di allievi posti in cerchio, con la testa china sugli apparecchi elettronici. La particolarità di questa classe, però, è che gli allievi sono tutti signori e signore dai 65 anni in su mentre gli insegnanti sono ragazzi poco più che maggiorenni. In piedi in mezzo all’aula c’è Gabriele Iacomucci, colui che guida sia gli insegnanti più giovani, sia gli allievi più “grandi”. È lui che risponde ad ogni quesito posto da partecipanti.

“Il tablet è un contenitore dove voi mettete informazioni della vostra vita. Vi arrivano messaggi, potete navigare su internet, potete scaricare applicazioni, che sono programmi che attivate premendo col dito un’icona e che vi permettono di svolgere delle funzioni. Per esempio, potete giocare!” Il corso “Pane e Internet” ha preso il via il 21 marzo e  si compone di più incontri. La cadenza è bisettimanale e ad ogni nuova lezione, dalla durata di un’ora, si compiono piccoli passi in avanti per capire come utilizzare un dispositivo elettronico. Il corso infatti non è solo teorico, ma la lo scopo di far acquisire le competenze necessarie per destreggiarsi con consapevolezza nel mondo del web. Dalla parte pratica dall’accensione di un tablet, alla registrazione di un profilo, fino alla navigazione vera e propria. Una preparazione completa per utilizzare questi strumenti.

Come ogni classe che si rispetti, anche in questa prevale il baccano. “Ragazzo, mi è venuta fuori una scritta strana. Cosa faccio, accetto?”. I partecipanti sono curiosi e pieni di domande. Accanto ai dispositivi elettronici tutti hanno dei block notes per prendere appunti. Va bene la tecnologia, ma con carta e inchiostro si fa prima. C’è chi è più bravo ed è già riuscito ad accendere il proprio tablet, chi invece si fa aiutare per inserire un nome utente fantasioso. Il tutto sempre seguito dalla sguardo vigile di Gabriele.

Mentre gli allievi procedono con le loro operazioni, la lezione va avanti. Si parla di social network, di navigazione sul web, dei rischi di virus e truffe online. “Ah guardi, l’altro giorno ho aperto una e-mail che sembrava innocua e invece ho dovuto pagare 500 euro per sbloccare il computer perché era un virus!” salta su una signora in un angolo.  “Non c’è un tablet dove non entrano virus?” chiede preoccupato un signore. “Il computer più sicuro è quello spento, messo in una cassa e lasciato nel fondo del mare” risponde Gabriele con ironia. Come in ogni aspetto della vita offline, anche nel web si possono incontrare rischi e pericoli, soprattutto per gli anziani o per chi non ha esperienza. L’importante è essere sempre sul pezzo.

I partecipanti sono appassionati. Il vivo scambio di opinioni prosegue anche al termine della lezione. Siamo certi che alla fine del corso ognuno di loro diventerà così bravo da far invidia ai nipoti, i cosiddetti “nativi digitali”. Infatti la cosa più bella di questi incontri non sta tanto nelle nozioni impartite, quanto nel clima che si instaura. Qui i più anziani si mettono in gioco per cercare di stare al passo coi tempi, chiedendo supporto ai più giovani e magari mentre i ragazzi si mettono al servizio dei più grandi per insegnare con cura e pazienza ciò che per loro è scontato. Si crea così un dialogo tra generazioni. Una bellissima immagine che sarebbe bello vedere più spesso anche in altri contesti. C’è chi ha il pane ma non ha internet e chi ha internet ma non ha il pane: al centro sociale Mirandola la soluzione è stata trovata.

Chiara Ugosetti
Foto: Federico Contini

 

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